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Xenotrapianto: deceduto il paziente statunitense che aveva ricevuto il rene di un maiale geneticamente modificato

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A poco meno di due mesi dallo xenotrapianto avvenuto al Massachusetts General Hospital di Boston, è deceduto il paziente statunitense che aveva ricevuto il rene di un maiale geneticamente modificato
La notizia aveva fatto il giro del mondo e prospettato nuove frontiere e speranze per chi oggi soffre di una grave insufficienza d'organo (solo negli Stati Uniti sono circa 800.000 le persone in questa condizione). Al momento non vi è una chiara indicazione circa la causa del decesso e la comunità scientifica è in attesa di ulteriori dettagli; proprio per questo, quanto accaduto a Boston testimonia che lo xenotrapianto è  "una strada complessa e lunga,
ma la morte del paziente non indica necessariamente il fallimento del programma che può rappresentare un'opportunità aggiuntiva per alcune categorie di pazienti in lista di attesa", commenta il direttore del Cnt Giuseppe Feltrin

L'intervento realizzato negli Stati Uniti a marzo scorso è stato eccezionale per due motivi: "per la prima volta è stato utilizzato il rene da maiale geneticamente modificato e il trapianto è stato fatto su un paziente vivo", mentre ricorda Feltrin "in precedenza si erano fatti analoghi trapianti di rene di maiale solo su pazienti in morte cerebrale a scopo di ricerca e per capire la compatibilità dell'organo e il rischio di rigetto eventuale. In precedenza, sempre negli Usa, sono stati effettuati anche due trapianti di cuore di maiale geneticamente modificato su pazienti vivi ma deceduti dopo alcune settimane". 
Dal punto di vista scientifico, è stata proprio la modifica genetica dell'organo di maiale a rappresentare "un passo avanti di fondamentale importanza poiché- chiarisce il direttore del Cbt- si può limitare il rischio di rigetto dell'organo e anche il rischio che l'organo del maiale possa trasportare infezioni all'uomo attraverso il dna".

Nonostante le potenzialità future collegate a questa tipologia di interventi è necessario ricordare che oggi "abbiamo ancora bisogno di incentivare fortemente le donazioni d'organo post mortem così come quelle da vivente per rene, fegato e polmone", conclude Feltrin
Ad oggi sono 685 i pazienti in lista di attesa per ricevere un cuore, 933 per il fegato, 194 per il pancreas, 254 per il polmone, 5.894 per il rene e 6 per l'intestino


Data di pubblicazione: 13 maggio 2024 , ultimo aggiornamento 13 maggio 2024


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