Trapianto di fegato: liste di attesa, mortalità e sopravvivenza

Trapianto di fegato: liste di attesa, mortalità e sopravvivenza

Data di ultimo aggiornamento20/03/2006

In riferimento alla notizia del suicidio di Pietro Terminiello, il paziente in attesa di trapianto di fegato, il Centro Nazionale Trapianti interviene fornendo i dati più significativi relativi alle liste d’attesa, mortalità e sopravvivenza del trapianto di fegato in Italia.
Il paziente, affetto da cirrosi epatica, era in lista d’attesa per trapianto di fegato a Padova dal settembre 2005 ed era stato sottoposto a due controlli presso il Centro trapianti di fegato di Padova, il primo a novembre e il secondo il 6 marzo, durante il quale era stato ricoverato per ulteriori accertamenti clinici.
In occasione dell’ultimo controllo gli era stato comunicato che la sua condizione patologica, seppur in stato di avanzamento, non presentava carattere d’urgenza e che l’attesa prevista per il trapianto sarebbe stata di un paio di mesi.
Pietro Terminiello si era iscritto alla lista d’attesa di Padova e doveva completare l’iter in quel Centro trapianti poiché ogni paziente che si deve sottoporre a trapianto di fegato, come anche di cuore, polmone e pancreas, può iscriversi in un solo Centro trapianti del territorio nazionale di sua libera scelta. Ci si può, tuttavia, iscrivere in un secondo Centro solo se la Regione di appartenenza è sprovvista di un Centro trapianti specifico.
Al 31/12/2005 in Italia sono in attesa di un fegato nuovo 1683 pazienti con un tempo medio in lista d’attesa di 1,5 anni. La mortalità media dei pazienti iscritti in lista è del 6,3% in Italia e del 6,15% nel Centro trapianti di fegato di Padova. Altrettanto indicativi, oltre a quelli sulle liste di attesa e di mortalità, sono i dati relativi alla sopravvivenza dell’organo, in questo caso il fegato, sempre forniti dal Sistema Informativo Trapianti, e del paziente trapiantato ad un anno dall’intervento. La sopravvivenza del fegato ad un anno è pari al 87,5% per il Centro di Padova e 83,2% in Italia, mentre la sopravvivenza del paziente dopo un anno è del 89,7% a Padova e 86,6% in Italia.
Nonostante il numero di donazioni in Italia sia tra i primissimi posti d’Europa, e i dati relativi alla sopravvivenza siano sopra la media europea, il problema della carenza di organi è quanto mai attuale anche perché visti i crescenti successi del sistema trapianti le indicazioni a questa terapia sono in costante crescita.

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