Sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio conferma eccellenza e sicurezza della rete trapiantologica pubblica italiana

Sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio conferma eccellenza e sicurezza della rete trapiantologica pubblica italiana

Data di ultimo aggiornamento02/02/2009

In riferimento ad un possibile traffico di organi prelevati in modo illecito a minori il Sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio sottolinea l’assoluta impermeabilità della rete trapianti italiana, che è pubblica, ( ed è bene che lo resti) all’ingresso di organi di provenienza sconosciuta .

In particolare il Sottosegretario precisa che:

  • la rete trapiantologica italiana è a conoscenza della sede di prelievo e di trapianto di ogni organo;
  • vengono trapiantati solo pazienti inseriti in lista di attesa;
  • tutti i dati sono informatizzati e riportati nel Sistema Informativo Trapianti – SIT gestito dal Centro Nazionale Trapianti e dal Ministero del Lavoro , della Salute e delle Politiche Sociali che consente in qualsiasi momento di tracciare in modo preciso tutti gli organi e tutti pazienti trapiantati;
  • non è possibile che vengano inseriti nel sistema organi o pazienti di provenienza non accertata;
  • gli standard di sicurezza e tracciabilità utilizzati sono in linea con la Direttiva europea sulla sicurezza e la qualità dei trapianti di organo recentemente presentata a Bruxelles dalla Commissione Europea.

Grazie a queste misure possiamo considerare la rete nazionale impermeabile a qualsiasi traffico di organi.
L’assenza di traffici all’interno della rete nazionale non può tuttavia escludere che trapianti “clandestini” possano essere effettuati altrove. Nel valutare questa ipotesi, può essere utile considerare che:

  • sinora, in nessun paese dell’Unione Europea che applichi i nostri standard è ancora stata provata da una inchiesta l’esistenza di traffici di organi;
  • il grado di complessità dell’evento prelievo-trapianto richiede una elevata professionalità degli operatori, per quanto riguarda gli organi vitali il prelievo del donatore mentre viene mantenuto il battito cardiaco, la disponibilità di sale operatorie per il prelievo ed il trapianto, la disponibilità di rianimazioni, radiologie, laboratori di immunogenetica e microbiologia e centri per il follow-up del paziente, cioè di strutture sanitarie che difficilmente potrebbero sfuggire ad indagini accurate.

Data la recente segnalazione della Organizzazione Mondiale della Sanità di paesi extraeuropei nei quali è possibile ottenere trapianti di rene prelevati a donatori “teoricamente volontari” rimborsati da organizzazioni private, i centri trapianto sono stati allertati dal Centro Nazionale a segnalare la richiesta di cure di pazienti italiani trapiantati all’estero secondo queste modalità che sono definite come “turismo trapiantologico” e che sono vivamente sconsigliate da questo Ministero.

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