Pubblicata la nuova edizione del rapporto sulla qualità dei trapianti di rene
Pubblicata la nuova edizione del rapporto sulla qualità dei trapianti di rene
03/05/2021
Il Centro nazionale trapianti ha pubblicato una nuova edizione, aggiornata al periodo 2000-2019, del rapporto sulla valutazione dei risultati dei trapianti di rene eseguiti in Italia e sulla qualità dei centri di trapianto attivi nel nostro Paese.
Il rapporto analizza l'intero percorso assistenziale dei pazienti, dall'iscrizione in lista d'attesa alla probabilità di essere trapiantato fino ai risultati del trapianto e al monitoraggio nella fase post-trapianto e di follow-up.
La nuova edizione è inoltre arricchita dalla presentazione di particolari tipologie di trapianto come quelli in pazienti iperimmunizzati, i trapianti eseguiti con più o meno 20 anni di differenza fra le età del donatore e del ricevente e i trapianti da organi “in eccedenza”. Dal punto di vista metodologico, oltre alle analisi relative agli eventi del paziente e del graft (evento combinato fallimento-decesso) e in linea con la letteratura internazionale, è stata introdotta anche la valutazione dell’organo death censored (che considera il solo fallimento dell’organo) e la probabilità di sopravvivenza è stata valutata a 1, 3, 5 e a 10 anni.
In questo momento in Italia sono attivi 38 centri per il trapianto di rene. I trapianti di rene eseguiti nel periodo 2000-2019 sono stati 35.990, di cui 32.208 da donatore deceduto e 3.782 da donatore vivente. Il tasso di sopravvivenza per i trapiantati da donatore deceduto va dal 97,3% a un anno dall'intervento fino all'82,9% a 10 anni, mentre per chi ha ricevuto un rene da donatore vivente la percentuale di sopravvivenza a un anno è del 98,8% e scende a 91,7% a 10 anni.

