Precisazioni sull’accertamento di morte cerebrale avvenuto al San Gerardo di Monza
Precisazioni sull’accertamento di morte cerebrale avvenuto al San Gerardo di Monza
28/05/2009
In relazione ad articoli apparsi su diverse testate giornalistiche, contenti informazioni non veritiere, il Coordinatore locale del Prelievo dell’area Brianza, Dott. Giuseppe Citerio, ed il Direttore del Centro Nazionale Trapianti, Dott. Alessandro Nanni Costa, desiderano precisare quanto segue:
Il giorno 25 maggio 2009 alle ore 18.00, presso l’unità di neurorianimazione dell’Ospedale San Gerardo di Monza, una commissione di tre medici specialisti avviava le procedure (previste dalla legge 578/1993) per l’accertamento di morte cerebrale relativo ad una paziente ricoverata nella stessa unità in seguito a trauma cranico. Come indicato dalla legge, il periodo di accertamento di morte cerebrale ha una durata di 6 ore, durante le quali la commissione incaricata (nota come CML, commissione medico-legale) procede a verificare, a distanza di intervalli regolamentati, la presenza di una serie di criteri medici per riscontrare la morte cerebrale del paziente.
Nel caso della donna ricoverata per trauma cranico, il periodo di accertamento di morte cerebrale scadeva alle ore 24.00 del 25 maggio; in questo intervallo di tempo non è mai stato compilato un certificato di morte della paziente (che, in rispetto della normativa, viene redatto al termine del periodo di osservazione), né è stata comunicata una data e un’ora di morte della stessa. La richiesta effettuata alla Magistratura è stata inoltrata immediatamente all’inizio delle procedure medico-legali per ottenere l’autorizzazione al prelievo di organi, in modo tale da non rallentare le eventuali procedure previste in caso di donazione. Durante il primo processo di accertamento di morte, il primo tracciato elettro-encefalico delle ore 18.30, refertato da un medico della CML, evidenziava un’attività elettrica minimale a distribuzione occipitale. Pertanto il processo di osservazione medico-legale è stato interrotto immediatamente, non essendo presenti tutti i criteri medici per l’accertamento di morte; nello stesso momento si informavano i familiari presenti e, telefonicamente, il posto di polizia dell’ospedale. Il medico di guardia ha ritenuto sufficiente contattare telefonicamente il posto di polizia e non il magistrato di turno che, nel frattempo, aveva già dato il nulla osta telefonico per procedere ad un eventuale prelievo di organi.
Come evidenziato dalla ricostruzione degli eventi, si è trattato soltanto di un disguido formale con l’autorità giudiziaria e non di superficialità medica nelle procedure cliniche per l’accertamento di morte cerebrale. Il processo di accertamento è stato ripreso il giorno successivo, 26 maggio, dopo che i referti medici documentavano un arresto di flusso; l’osservazione, coordinata dalla CML, ha condotto all’accertamento di avvenuta morte cerebrale, in seguito alla quale sono state avviate le procedure mediche per il prelievo di organi, in piena condivisione con i familiari della paziente donatrice.

