Precisazioni del Centro Nazionale Trapianti sul caso del San Matteo di Pavia
Precisazioni del Centro Nazionale Trapianti sul caso del San Matteo di Pavia
04/05/2010
Le agenzie stampa hanno diramato oggi la notizia di un padre di una donna di 38 anni, in attesa di ricevere un trapianto di polmone, che si è incatenato stamattina davanti all’ingresso del Policlinico San Matteo di Pavia.
In relazione al gesto del padre il direttore del Centro Nazionale Trapianti, dott. Alessandro Nanni Costa specifica quanto segue:
- le condizioni della paziente sono costantemente monitorate da un punto di vista clinico, pertanto, pur non essendo in imminente pericolo di vita, è seguita dallo staff medico del San Matteo di Pavia e dall’intera Rete trapiantologica come previsto dalle procedure;
- i centri Interregionali e Regionali sono al corrente della situazione clinica della paziente già dal mese di aprile e il caso della donna è all’attenzione di tutta la Rete Nazionale Trapianti;
- ad oggi, in Italia, esistono diversi di casi di pazienti in lista d’attesa che versano nelle stesse condizioni della donna ricoverata all’Ospedale di Pavia e i rigidi criteri per l’assegnazione degli organi non permettono deroghe. Infatti, la procedura prevede che nel momento in cui un organo si renda disponibile e idoneo al trapianto ogni centro deve rispettare alcuni principi di assegnazione dell’organo, quali la compatibilità tra donatore e ricevente e la priorità cronologica con cui vengono segnalati i casi più critici; inoltre, i parametri biologici e fisici della paziente restringono maggiormente le possibilità di individuare un donatore compatibile;
- le strutture sanitarie e il Centro Nazionale Trapianti sono costantemente in contatto con il padre della donna in attesa di trapianto e, pur comprendendo lo stato emotivo dei familiari della paziente, assicurano che il sistema trapiantologico ha messo in atto tutte le procedure previste in questi casi.

