PAVIA: primo trapianto di organi da donatore a cuore fermo

PAVIA: primo trapianto di organi da donatore a cuore fermo

Data di ultimo aggiornamento24/09/2008

L'11 settembre scorso, presso la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, per la prima volta in Italia, è stato effettuato il trapianto di un rene prelevato da un donatore "a cuore fermo", cioè deceduto per arresto di cuore.

L'organo è stato trapiantato in un uomo di 57 anni in dialisi da oltre tre anni, e attualmente ricoverato presso l'Unità di Nefrologia, Dialisi e Trapianto in buone condizioni generali.

L'intervento è stato effettuato dal Centro Trapianti di Rene del San Matteo, in stretta collaborazione con l'Unità di Nefrologia, Dialisi e Trapianti.

Il programma di prelievo di organi da donatori a cuore non battente, predisposto dalla Direzione Aziendale del San Matteo con il suo Centro di Coordinamento Donazioni e Trapianti, è stato attivato in anticipo rispetto alla data prevista, per poter soddisfare la richiesta dei familiari del donatore che aveva espresso in vita la volontà di donare i propri organi dopo la morte.

Il programma, molto complesso da un punto di vista organizzativo e tecnico, è stato sviluppato in accordo con il Centro Nazionale Trapianti (CNT), gli esperti medico-legali del CNT (Second Opinion), il Coordinamento regionale del prelievo della Lombardia, il Nord Italia Transplant. L'obiettivo è quello di fornire nuove speranze ai numerosi pazienti in lista d'attesa: un'opportunità in più e non un'alternativa alle procedure preesistenti.

Paolo Geraci, responsabile del Centro di Coordinamento Donazioni e Trapianti spiega: "L'applicazione della nuova procedura è stata attuata nel rispetto delle leggi vigenti nel nostro paese e grazie alla collaborazione di tutti. Fino a ieri, quando si fermava un cuore, in presenza di volontà di assenso da parte del soggetto venivano generalmente prelevate cornee e tessuti ma nessun organo. Oggi, grazie ad un'organizzazione che vede tutte le componenti ospedaliere allertate, si possono recuperare anche gli organi, che vengono attentamente valutati per deciderne l'idoneità al trapianto. Dopo l'arresto cardiaco, una volta accertata la morte e verificata la volontà donativa della persona, o la assenza di opposizione dei familiari, si attivano le procedure per ridurre al massimo gli effetti dell'ischemia sulla condizione degli organi."

"La tecnica chirurgica del prelievo e del trapianto è quella consolidata – precisa Massimo Abelli del Centro Trapianti di Rene del San Matteo – In casi come questi è però necessario avere molta esperienza ed essere molto organizzati, perché prelievo e trapianto devono essere effettuati in tempi molto rapidi. Questo è stato possibile grazie alla sintonia e alla collaborazione tra le varie unità operative".

Tutte le strutture di eccellenza e i professionisti del Policlinico San Matteo hanno infatti contribuito al successo dell'operazione: il SSUEm 118, il Pronto Soccorso, i Laboratori di Analisi, l'Istituto di Anatomia Patologica, il Servizio Immuno-trasfusionale, le Rianimazioni, la Cardiochirurgia e il Servizio Perfusionisti, la Chirurgia Vascolare, la Clinica Medica e Chirurgica, la Radiologia, gli infermieri di Pronto Soccorso, di Rianimazione e di Sala operatoria.

Grande apprezzamento per il lavoro svolto da parte del presidente del San Matteo, Alberto Guglielmo: "Sono fiero che proprio in questo ospedale sia stato realizzato un intervento come questo, che apre la strada ad una nuova modalità di prelievo di organi e rappresenta un'ulteriore possibilità per chi è in attesa di trapianto. E' l'inizio di un nuovo percorso di speranza."

Il prelievo e il trapianto di organi da donatori in cui si è arrestato il cuore ("donatori a cuore fermo") è una pratica efficace e consolidata in alcuni stati con sistemi sanitari avanzati quali, ad esempio, gli Stati Uniti, la Spagna, il Belgio, la Francia, l'Olanda e il Giappone.

Pavia, 22 settembre 2008

Per approfondimenti:

Paolo Geraci, Centro di Coordinamento Donazioni e Trapianti (San Matteo)
Massimo Abelli Centro Trapianti di Rene del San Matteo
Antonio Dal Canton, Unità di Nefrologia, Dialisi e Trapianto (San Matteo)
Cristiano Martini, presidente e coordinatore regionale NITp (Nord Italia Transplant) per la Lombardia
Alessandro Nanni Costa, direttore C.N.T. (Centro Nazionale Trapianti)

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