Donazioni e trapianti d’organo, cellule e tessuti anno 2007: intervento ministro della salute sen. Livia turco

Donazioni e trapianti d’organo, cellule e tessuti anno 2007: intervento ministro della salute sen. Livia turco

Data di ultimo aggiornamento13/03/2008

I trapianti rappresentano per il sistema sanitario nazionale un'attività di grande impegno e, allo stesso tempo, di grande prestigio.

L'impegno deriva dalla straordinaria ampiezza e complessità delle tematiche legate al processo donazione di donazione e trapianto. Basti citare, in proposito, il tema:

  • dell'informazione da offrire ai cittadini, per renderli consapevoli che il diritto dei pazienti in lista ad essere curati passa attraverso una loro libera scelta di donare gli organi dopo la morte,
  • quello della sicurezza e della trasparenza da offrire ai pazienti in attesa: sicurezza per quanto riguarda la trasmissione di patologie donatore ricevente,trasparenza per quanto riguarda la gestione delle liste e la assegnazione degli organi;
  • quello dell'eccellenza per quanto riguarda gli esiti dei trapianti e la necessità di mantenere e rendere più solida la rete nazionale dei trapianti, rispettandone la struttura a più livelli, attraverso una gestione condivisa tra Ministero e Regioni.

    Naturalmente, dai risultati di questo lavoro deriva anche un grande prestigio per la sanità pubblica: i dati della rete nazionale collocano, infatti, i trapianti tra le eccellenza del sistema sanitario. A questo proposito citiamo alcuni degli obiettivi raggiunti nell'ambito trapiantologico:

  • la certificazione da parte del principale registro europeo sugli esiti dei trapianti pone il mostro Paese a livelli superiori a quelli dei migliori centri;
  • il nostro Paese rappresenta un riferimento a livello dell'Unione Europea per lo sviluppo delle normative comunitarie e per i progetti di ricerca e di collaborazione. In particolare, vorrei ricordare il progetto di gemellaggio con il sistema trapianti slovacco che grazie al lavoro di un gruppo di 20 esperti italiani ha consentito nel corso di 1 solo anno di verificare ed incrementare la qualità del sistema e di raggiungere la media europea di donazioni di organi
  • l'Italia è oggi un Paese all'avanguardia in Europa e nel mondo nelle attività di donazione e trapianto di cellule e tessuti grazie a clinici straordinari ed alla organizzazione più avanzata a livello europeo sulla sicurezza e sulla qualità del sistema

    Tutto questo ha consentito di mantenere intatta la fiducia dei cittadini verso il nostro sistema anche in momenti critici come è stato l'incidente avvenuto a Firenze nel febbraio 2007, in cui, a causa di un gravissimo errore umano, si è verificata la trasmissione di infezione HIV a 3 riceventi di organi.
    Per questa ragione abbiamo chiesto una certificazione del sistema alla Organizzazione Mondiale della Sanità relativa all'impianto generale ed alle procedure di sicurezza. Le valutazioni effettuate dalla Organizzazione Mondiale della Sanità sulla nostra organizzazione nazionale sono risultate assolutamente positive: la rete dei trapianti organizzata viene riconosciuta come uno strumento che ha consentito di realizzare grandi passi in avanti in questo settore. Il lavoro effettuato dal Centro Nazionale viene valutato come eccellente. Anche l'impostazione delle linee guida e del sistema della sicurezza è stata ritenuta efficace; importanti suggerimenti per il miglioramento del sistema hanno riguardato la struttura della rete, le funzioni dei centri regionali, la certificazione dei laboratori, l'avvio per tutti gli operatori di percorsi di formazione su basi nazionali, lo sviluppo della ricerca e dell'innovazione nel settore. A questo proposito, ringrazio, gli Assessori Regionali che stanno concertando con il Centro Nazionale un programma dedicato alla sicurezza utilizzando risorse previste dalla legge finanziaria
    Accanto ai buoni risultati, dobbiamo tuttavia prendere atto delle criticità per poterle superare. Il lieve calo delle donazioni nel 2007, pari a una riduzione del 3,3% rispetto al 2006, è un dato cui occorre rispondere con una reazione del sistema. Sebbene il 2007 sia stato l'anno del caso di Firenze e sebbene dopo questo episodio il trend delle donazioni sia continuato in positivo, appare tuttavia necessario moltiplicare al massimo gli sforzi della rete trapiantologica per correggere la tendenza e per rispondere non solo in qualità a manche in quantità ai bisogni dei pazienti in attesa.
    La conferenza degli Assessori ha approvato un diverso meccanismo di finanziamento dei fondi nazionali per il trapianto dedicato a questo tema e crediamo che le altre iniziative di carattere organizzativo poste in essere dal Centro Nazionale raggiungano lo scopo desiderato. Ritengo, però, decisiva anche la possibilità di coinvolgere maggiormente i cittadini su questo tema, informandoli adeguatamente e invitandoli ad esprimere la loro volontà in maniera consapevole. In questo senso abbiamo pensato di sfruttare di più le occasioni di contatto fra i cittadini e la pubblica amministrazione, e di farlo a partire dalle amministrazioni più vicine ai cittadini, che, in un Paese come il nostro, non possono che essere rappresentate dai Comuni. Per questo, con la collaborazione dell'ANCI che ringrazio pubblicamente, abbiamo previsto una revisione del D.M. 8 aprile 2000 che regolamenta l'espressione della manifestazione di volontà sulla donazione di organi e tessuti. Da oggi sarà possibile raccogliere le dichiarazioni di volontà in vita dei cittadini anche presso gli uffici comunali ed i centri regionali per i trapianti. La raccolta potrà avvenire in quei comuni che, da soli o in associazione con altri comuni limitrofi, concorderanno insieme alle ASL le modalità più opportune per gestire la raccolta e la registrazione delle dichiarazioni.
    L'iniziativa è già stata sperimentata con successo in varie zone d'Italia. Il Ministero stesso, sull'esempio del progetto promosso per la prima volta dal Comune di Roma, ha avviato, l'anno scorso, una campagna cui hanno risposto, fra gli altri, alcuni comuni dell'Umbria, del Veneto ed il Friuli. Crediamo che l'idea di costruire un Paese solidale e attento alle istanze della società passi anche attraverso l'incentivazione di questi interventi integrati tra diverse amministrazioni e mirati al pieno coinvolgimento dei cittadini.
    Ci tengo a precisare che nulla cambia rispetto a quanto previsto dall'art. 23 della legge 1 aprile 1999 n.9 che prevede l'espressione della volontà in vita e l'eventuale opposizione del familiare dopo la morte se la persona non si è espressa, rimane pienamente in vigore Infine, mi sembra opportuno evidenziare che questa iniziativa si colloca dentro un quadro più ampio di percorsi informativi promossi dal Ministero e dal Centro Nazionale Trapianti, con la collaborazione delle associazioni di settore. Tra questi, vorrei sottolineare la realizzazione di uno strumento didattico per tutte le scuole medie, elaborato assieme ad una equipe di pedagogisti e presentato con il patrocinio del Ministero della Istruzione. Vorrei davvero che questo kit, che sarà distribuito gratuitamente, possa entrare in ogni classe e con l'aiuto degli insegnanti, dei volontari o dei professionisti, diffondere la cultura della donazione tra i nostri giovani.
    Infine, i ringraziamenti. Desidero ringraziare l'Aido per il validissimo lavoro e per la qualità della collaborazione offerta alle istituzioni a tutti i livelli, dal territorio fino all'amministrazione centrale. Insieme alle altre associazioni, ha rappresentato per noi un partner importante.

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