Donazione di rene da vivente, il caso di Torino e i dati nazionali
Donazione di rene da vivente, il caso di Torino e i dati nazionali
04/03/2016
La bella storia della nonna torinese che dona un rene al nipote di 15 anni è stata seguita con attenzione dalla cronaca nazionale. La notizia ha emozionato tutti e il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, ha telefonato subito alla nonna Giuseppina per complimentarsi per questo grande gesto di amore. Stamattina il direttore del Centro Nazionale Trapianti, dott. Alessandro Nanni Costa, intervenendo alla trasmissione “Uno Mattina”, ha ricordato al pubblico che “chi aspetta un organo, non aspetta altro!” sottolineando l’importanza della donazione, quale atto di generosità e di solidarietà.
Nel corso della trasmissione il direttore generale del CNT ha inoltre illustrato l’importanza del trapianto di rene da vivente, una valida alternativa terapeutica su cui puntare per aumentare il numero di pazienti trapiantati e limitare il trattamento dialitico per i pazienti con insufficienza renale terminale.
L’attività di donazione di rene da vivente, nel 2015, ha registrato un notevole incremento e ha consentito di raggiungere un vero e proprio record, sfondando per la prima volta la soglia dei 300 prelievi (+50 rispetto al 2014, +74 rispetto al 2013 e +109 rispetto al 2012). L’aumento delle donazioni da vivente, un aspetto su cui il Centro e la Rete trapiantologica hanno dedicato particolare attenzione nel corso degli ultimi due anni, ha consentito di portare il numero complessivo delle donazioni a quota 1.494 (+ 51 rispetto al 2014).
L’intervento eseguito all’ospedale Le Molinette della Città della Salute di Torino conferma l’alta professionalità dei medici, chirurghi, infermieri e operatori sanitari che lavorano quotidianamente per restituire una vita piena ai pazienti in attesa di ricevere un organo. Il ringraziamento del direttore del CNT va anche ai medici dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino che hanno seguito il piccolo paziente.

