Dichiarazione del direttore del CNT sul caso del prelievo da donatore a cuore fermo

Dichiarazione del direttore del CNT sul caso del prelievo da donatore a cuore fermo

Data di ultimo aggiornamento24/09/2008

"Il programma di prelievo ed il trapianto di organi da donatore a cuore fermo eseguito per ben due volte in pochi giorni presso il S.Matteo di Pavia, ai cui professionisti va il merito di aver creduto e lavorato assiduamente per questo risultato, aggiunge nuove opportunità di cura per i pazienti in lista d'attesa ed è , perciò, un evento di assoluta rilevanza per lo sviluppo della rete dei trapianti in Italia.
Questa complessa performance, possibile solo attraverso la messa a punto di procedure complesse basate su tempestività, organizzazione e coordinamento delle azioni di molti professionisti, è infatti in grado di generare, secondo l'esperienza di altri Paesi dove il programma è già avviato, un incremento degli organi disponibili fino a 150/200 unità in più con un incremento dell'attività di trapianto compresa fino al 3/5% del totale.
Il valore del risultato raggiunto dal S.Matteo è comprensibile se valutato alla luce degli ostacoli da superare per raggiungerlo: la morte per arresto cardiaco prolungato per almeno 20 minuti e accertata con elettrocardiogramma, oltre alla morte del cervello, produce, infatti, un danno ischemico agli organi che, in condizioni normali, non potrebbero essere utilizzati per il trapianto. Per limitare al massimo questo danno e poter utilizzare gli organi per il trapianto occorre procedere al prelievo e alla verifica dell'idoneità dell'organo, compresa la valutazione del danno ischemico tramite biopsia, in tempi strettissimi.
Questo significa poter contare su una macchina organizzativa assolutamente efficiente, in cui in cui tutte le diverse unità operative lavorano in completa sinergia e puntualità per vincere la battaglia contro il tempo. La necessità di tempi brevissimi è stata favorita dalla presenza di un consenso alla donazione degli organi già esplicitato dalla famiglia del donatore. Un ringraziamento va anzitutto alle famiglie dei donatori, a tutte le equipe che hanno collaborato, al Dr. Paolo Geraci, coordinatore locale del S.Matteo e promotore del progetto, all'ospedale e a tutti i livelli della rete che hanno contribuito al risultato."

Vai ad inizio pagina