Criteri per l'accertamento e la certificazione di morte, dal '68 ad oggi

Criteri per l'accertamento e la certificazione di morte, dal '68 ad oggi

Data di ultimo aggiornamento05/08/2008


Di morte ce n'è una sola, ma 40 anni fa i criteri per stabilirla erano diversi. Il 5 agosto 1968 la rivista scientifica JAMA pubblicò una ricerca della Harvard Medical School nella quale si riconosceva come il coma, la perdita irreversibile di qualsiasi funzionalità cerebrale e l'impossibilità di una respirazione autonoma fossero i nuovi criteri in grado di spostare il concetto di morte dal cuore al cervello, come spiega in un'intervista all'Ansa Francesco Procaccio, primario della terapia intensiva neurologica dell'Azienda ospedaliera di Verona: "Prima di allora - afferma l'esperto - la morte veniva diagnosticata usando criteri cardiologici. Il rapporto di Harvard, invece, ha stabilito che la fine della vita è definibile con la morte di tutto il cervello, dando dei criteri ancora oggi attuali". Anche il direttore del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa, sottolinea la particolare attualità del documento, "uno spartiacque per la medicina la cui esattezza è stata confermata anche dalle nuove tecnologie", che ha una "importanza storica" per i trapianti d'organo, visto che la morte cerebrale è la condizione essenziale per procedere al prelievo.

Le linee guida e i protocolli del sistema trapianti sono in continua evoluzione. Risale infatti allo scorso aprile l'aggiornamento del D.M. 22/8/94 n° 582: "Regolamento recante le modalità per l'accertamento e la certificazione di morte", che si è reso necessario per lo sviluppo delle conoscenze scientifiche, tecnologiche e strumentali intercorse nel tempo. Il testo originario non è stato stravolto, in quanto dotato ancor oggi di intrinseca validità; le revisioni lo hanno solo reso consono alle conoscenze attuali e di più semplice applicazione pratica da parte degli operatori coinvolti. Sono state eliminate alcune imprecisioni, con conseguenti difficoltà interpretative, del testo precedente, e aggiunte note ritenute importanti dal punto di vista concettuale e facilitanti l'operatività delle norme contenute.

L'opera di revisione è stata condotta da un gruppo di lavoro costruito nell'ambito della consulta Tecnica Permanente per i trapianti e autorizzato dal Centro Nazionale Trapianti, col supporto delle Società Scientifiche degli specialisti interessati, ed ha ottenuto il parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità. In sintesi l'aggiornamento del decreto ha conseguito i seguenti obiettivi:
- rendere possibile l'esecuzione di tecniche strumentali diagnostiche permesse dell'odierno sviluppo tecnologico, inesistenti all'epoca del decreto originale (es. registrazione digitale ECG-EEG);
- prevedere, in modo più approfondito e consono alle odierne conoscenze scientifiche, l'esecuzione dell'esame clinico-neurologico necessario per la diagnosi-accertamento di morte nei soggetti affetti da lesioni encefaliche sottoposti a trattamento rianimatorio, anche alla luce della letteratura scientifica ed altre legislazioni estere in merito esistenti (es. introduzione del concetto di vigilanza assente oltre lo stato di coscienza, eliminazione delle necessità di esecuzione del riflesso oculo-cefalico, introduzione dell'esecuzione del riflesso faringeo e della risposta motoria nel territorio del facciale ecc);
- estendere l'applicazione dell'indagine strumentale di assenza di flusso cerebrale (vedere - linee guida in merito), sia nel senso di raggiungere l'assoluta certezza dello stato di morte nel caso di dubbio di casualità delle lesioni fisiologiche cerebrali; sia per facilitare la diagnosi nei casi si obiettiva difficoltà all'esecuzione dell'esame neurologico (es. esecuzione della prova di apnea);
- uniformare il periodo di osservazione (non inferiore a 6 ore), rendendolo indipendente dall'età del soggetto in stato di morte: norma che snellisce l'operatività delle diagnosi e accertamento clinico-strumentale, così come la possibilità di iniziare l'osservazione prima di 24 ore dell'insulto anossico cerebrale nel caso di esecuzione di prova di flusso cerebrale (ovviamente risultante assente);
- eliminare, o meglio definire, errori/mancanze di testo presenti nell'edizione del D.M. 582/94 (es. ipotensione sistemica pregressa, influsso di farmaci depressivi del sistema nervoso periferico (es Miorilassanti) che però possono influire sulle reazioni agli stimoli portati a livello centrale.

Leggi il D.M. 11 aprile 2008

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