Cordone ombelicale, conservazione ad uso autologo delle cellule staminali: interviene l’Antitrust

Cordone ombelicale, conservazione ad uso autologo delle cellule staminali: interviene l’Antitrust

Data di ultimo aggiornamento27/10/2011

Lo scorso 24 ottobre l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha reso noto che sono stati mossi sei provvedimenti (pdf, 550 Kb) contro alcune banche private di cellule staminali cordonali indagate per possibili pratiche commerciabili scorrette.

Oggetto del richiamo dell’Antitrust è l’appropriatezza scientifica di alcune informazioni, diffuse dalle sei società sui rispettivi siti internet e in alcune brochure destinate ai futuri genitori, riguardo l’uso delle cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale.
In particolare, le sei società raggiunte dai provvedimenti si impegneranno a fornire informazioni puntuali su:

  • le reali applicazioni terapeutiche delle cellule staminali emopoietiche cordonali;
  • il numero dei trapianti effettuati distinti nelle due tipologie (autologo, oggetto del servizio acquistato dai futuri genitori, e allogenico, con campioni messi a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale);
  • la garanzia dell’effettiva vitalità dei campioni di staminali crioconservati (15-16 anni) a fronte del periodo anche più lungo (20/25 anni) relativo al servizio di conservazione offerto; la compatibilità genetica in ambito familiare.

Nel nostro Paese la conservazione ad uso autologo delle cellule staminali del sangue cordonale è vietatamentre è consentita la loro esportazione presso banche private estere, previa autorizzazione. I provvedimenti dell’Antitrust, richiamando le sei società estere a diffondere informazioni puntuali sull’applicazione clinica delle staminali da sangue cordonale, tutelano i futuri genitori nel compiere una scelta consapevole.

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