Sicurezza

Sicurezza

Data di ultimo aggiornamento02/04/2006

Le équipe di medici che effettuano il prelievo e il trapianto di organo devono essere diversi, per legge, da quelli che eseguono l’accertamento di morte: questo provvedimento è stato introdotto per evitare che vi possano essere conflitti d’interesse. Ciò significa che il medico che accerta la morte cerebrale di un cittadino, secondo quanto stabilito dal D.M. 94/582, non ha alcun interesse che questi divenga un donatore e può svolgere quindi il proprio compito libero da pressioni di qualsiasi tipo. Il personale sanitario e amministrativo impegnato nelle attività di prelievo e di trapianto è inoltre tenuto, sempre per legge, a garantire l’anonimato dei dati relativi al donatore e al ricevente.

A garanzia della sicurezza dell’organo o degli organi da trapiantare sono state fissate delle linee guida che definiscono i livelli di rischio accettabili e non accettabili e che stabiliscono anche le modalità operative del processo di valutazione di tale rischio.
Più in particolare la valutazione dell’idoneità del donatore si deve basare sui seguenti punti:

  • anamnesi
  • esame obiettivo
  • esami strumentali e di laboratorio
  • esami istopatologici e/o autoptici (relativi all’autopsia).

Vengono categoricamente esclusi da qualsiasi tipo di prelievo pazienti con:
  • sieropositività da HIV1 o 2,
  • sieropositività contemporanea per HBsAg ed HDV,
  • neoplasia maligna in atto (tranne alcune precise eccezioni),
  • infezioni sistemiche sostenute da microorganismi per i quali non esistono opzioni terapeutiche praticabili,
  • malattie da prioni accertate.
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