Pazienti HIV+
Pazienti HIV+
Aggiornato il 25/06/2025
Le conquiste ottenute in campo medico, dovute in gran parte alle nuove terapie antiretrovirali, hanno determinato un miglioramento delle condizioni cliniche e l’allungamento dell’aspettativa di vita delle persone con infezione da HIV.
Il fatto che si sia allungata l’aspettativa di vita, insieme all’assunzione più prolungata della terapia antiretrovirale, ha portato alla possibile insorgenza di altre malattie per le quali è indicato come terapia il trapianto d’organo.
Per questo, nonostante un’iniziale perplessità sui possibili effetti negativi della terapia immunosoppressiva sull’avanzamento della malattia, sono stati avviati fin dal 2002 una serie di sperimentazioni e programmi-pilota per regolare le procedure nei trapianti di organo in soggetti sieropositivi.
Dopo una accurata fase sperimentale di otto anni, è stato presentato un programma nazionale, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2011 e sostenuto dalla Commissione Nazionale AIDS e dalla Consulta Associazioni AIDS, per il trapianto di rene, rene-pancreas, cuore, polmone e fegato su soggetti con infezione da HIV. In questo documento vengono delineati i criteri di selezione per l’inserimento del paziente nelle liste di attesa e i requisiti necessari per i centri trapianto che intendono aderire al programma; inoltre, vengono affrontate le problematiche relative alla gestione clinica pre e post trapianto.
L’ultima novità in questo settore è rappresentata dalla possibilità di utilizzare organi provenienti da soggetti HIV positivi in favore di pazienti sieropositivi (Decreto del Ministero della Salute del 1 febbraio 2018).
