Dopo il trapianto

Dopo il trapianto

Data di ultimo aggiornamentoAggiornato il 25/06/2025

ll paziente che ha ricevuto un trapianto è seguito per il corso di tutta la sua vita dal centro trapianto di riferimento; questo per accertare periodicamente lo stato di salute complessivo della persona e l’esito dell’intervento.

Le visite di controllo sono inizialmente più frequenti per poi passare ad una cadenza meno ravvicinata. Vengono analizzati i dosaggi dei farmaci antirigetto, le eventuali interazioni con altre terapie, la funzionalità dell’organo. Si controlla in sostanza che ci sia la massima attività dell’organo con il minimo degli effetti collaterali e che il range terapeutico sia sempre all’interno dei valori consentiti.

Per questo è compito dei medici informare i pazienti che qualora si manifestino sintomi di malfunzionamento o di intolleranza alla terapia antirigetto è necessario segnalarlo subito al centro trapianto che li ha in cura.

I dati sulla sopravvivenza del paziente dopo il trapianto (analisi della qualità degli esiti) pongono l’Italia tra i primi posti in Europa. Queste analisi riportano anche i dati per singolo centro, oltre a fornire un dettaglio sul reinserimento del paziente nella vita sociale (come la percentuale dei trapiantati che lavorano o che sono in condizione di farlo).

Per avere altre informazioni sugli aspetti assistenziali, fra cui assicurazioni e diritti dei lavoratori, ci si può mettere in contatto con le associazioni nazionali di trapiantati (ACTI, ANED, AITF, FORUM, LIVER-POOL) o con le loro sedi sul territorio (consulta l'Anagrafica delle Associazioni) che potranno dare indicazioni specifiche.

Sul canale Youtube del Cnt sono pubblicati una serie di video dedicati alle principali domande che ci vengono poste dai pazienti che aspettano un organo o che lo hanno già ricevuto. 

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