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Centro Nazionale Trapianti - Comunicato stampa del 15 marzo 2018

Avviata la prima catena cross-over da donatore cadavere

Ieri, per la prima volta al mondo, è stata avviata con esito positivo, la prima catena di trapianto di rene da vivente tra coppie donatore-ricevente incompatibili (programma cosiddetto “cross over”) innescata da un donatore deceduto.

Un paziente iperimmunizzato in lista d’attesa ha ricevuto un organo da donatore deceduto e la donatrice vivente per lui incompatibile sarà sottoposta nella giornata di domani al prelievo del rene.

Il programma faciliterà, allargando il pool di potenziali donatori, il trapianto di quei pazienti di difficile trapiantabilità (es. pazienti immunizzati) che non possono ricevere l’organo dal donatore vivente per loro disponibile a causa della presenza di anticorpi specifici nei confronti dello stesso donatore (incompatibilità).

Il progetto, presentato la scorsa settimana durante gli Stati generali della Rete Trapiantologica italiana, è stato realizzato nella giornata di ieri dall’equipe del centro trapianti di rene dell’A.O. Universitaria di Padova, diretta dal Prof Paolo Rigotti, in collaborazione con il laboratorio del centro interregionale di immunogenetica NIT di Milano e il laboratorio regionale di immunogenetica dell’Ospedale di Camposampiero. Il Centro Nazionale Trapianti, responsabile del programma nazionale di trapianto di rene da vivente in modalità incrociata tra coppie incompatibili, ed il Coordinamento Regionale Trapianti del Veneto hanno seguito e supportato tutte le fasi di progettazione e realizzazione.

Il programma di trapianto di rene da vivente in modalità “cross over” è da sempre utilizzato per consentire la trapiantabilità di pazienti che hanno un donatore vivente per loro incompatibile. In concreto viene data la possibilità ad una coppia donatore-ricevente, tra loro incompatibili, di ricevere e donare un rene incrociando le loro compatibilità immunologiche con quelle di altre coppie donatori-riceventi nella stessa condizione. La sequenza degli incroci viene detta “catena di trapianto cross over” ed è un programma di donazione e trapianto di rene da donatore vivente.

“La novità del programma realizzato ieri”, sottolinea il prof. Rigotti, “sta nel fatto che per la prima volta questo programma è stato avviato utilizzando un donatore di rene deceduto. Considerando che il numero dei donatori deceduti allocati presso un centro trapianti è nettamente superiore alla disponibilità dei donatori da vivente, questo consentirà di aumentare il pool di potenziali donatori compatibili da utilizzare per l’avvio di un numero maggiore di catene che coinvolgano coppie incompatibili e pazienti difficilmente trapiantabili”. La complessa fase di studio per realizzazione del programma, presentata dalla dott.ssa Lucrezia Furian, dell’equipe del centro trapianti di rene dell’A.O. Universitaria di Padova, durante gli Stati generali della Rete trapianti, ha richiesto una attenta valutazione retrospettiva dei dati relativi a donatori-riceventi incompatibili, una scrupolosa analisi degli aspetti legati all’efficacia, alle problematiche etiche e a quelle logistiche e lo sviluppo di algoritmi per l'ottimizzazione delle catene di cross over. Tale studio è stato condotto nell'ambito di un progetto di ricerca interdisciplinare finanziato dall'Università degli Studi di Padova che ha coinvolto, oltre all’equipe del centro trapianti, ricercatori del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali e del Dipartimento di Matematica dell'Università patavina, sotto la direzione del Prof. Antonio Nicolò, responsabile scientifico del progetto di ricerca.






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